Niente più furbetti, senza il cartellino

La gestione del comportamento dei membri del personale in contesti residenziali è stata ampiamente studiata. La ricerca si è concentrata sul personale in questo particolare ambiente, perché le loro funzioni sono fondamentali per il benessere di ogni residente e spesso devono essere eseguito con poca o nessuno aiuto.

Di solito le procedure di gestione del personale spesso comportano vigilanza, responsabilizzazione, valutare le prestazioni con distacco, fornire lodi o premi in denaro e talvolta sanzioni punitive.

Cosa accadrebbe invece se si applicasse un modello di auto-monitoraggio di gestione del personale?

Per esempio insegnando ai membri del personale a impostare obiettivi quotidiani e monitorando il proprio comportamento?
Può un sistema di auto-monitoraggio, con minima vigilanza aumentare l’esecuzione delle attività previste e la performance lavorativa?

In uno studio condotto in quattro strutture di assistenza per disturbi mentali si è valutato il comportamento di soggetti con grado di istruzione superiore alla scuola superiore e che avevano già esperienze lavorative con pazienti con disturbi mentali.

I soggetti sono stati valutati secondo due modelli comportamentali di auto-monitoraggio con minima supervisione. Sono stati selezionati due gruppi comportamentali di lavoratori: on-schedule behavior quando svolgevano l’attività assegnata secondo un programma pre-registrato, oppure on-task behavior, quando indipendentemente dal tempo e modo di assegnazione della attività, questa veniva comunque svolta in maniera pronta e appropriata.

I risultati di questo studio hanno dimostrato che l’auto-monitoraggio può svolgere un importante ruolo nel garantire la sicurezza dei pazienti in cui entrambe le strategie di staff management, in un contesto in cui il rapporto staff-cliente è costante, ha permesso ai pazienti di essere supervisionati attivamente.

Quando la performance di alcuni membri del personale ha cominciato ad andare alla deriva nella condizione di auto-monitoraggio, è stata introdotta una procedura di feedback sistematica che è stata efficace nel risollevare il livello di performance.

Questo studio ha inoltre dimostrato che fornendo al personale una procedura per il controllo di un programma pre-registrato e la possibilità di scrivere e decidere il proprio programma individuale ha permesso loro di impegnarsi in una “risposta osservativa” che insegna al personale la gestione del proprio tempo.

L’auto-monitoraggio dunque fornisce un elemento di responsabilizzazione individuale che spesso manca nella pratica quotidiana. Esso consente ai dipendenti di restare sotto il controllo di stimoli discriminanti presenti nell’ambiente di lavoro piuttosto che subire l’imposizione di una gerarchia superiore.
Una adeguata combinazione di auto-monitoraggio e procedure di feedback possono essere utili a mantenere costante il livello della performance.