La grande distribuzione sei tu…

Chi può darti di più?

Il recente risultato elettorale ha travolto i “vincitori” in una ebbrezza collettiva, un costante rincorrersi di prese di posizione, accuse e promesse, quasi fossimo in perenne campagna elettorale.
La cuccagna non è finita perché chiunque vorrà proporsi come alternativa alla attuale amministrazione dovrà essere investito di un mandato morale nei confronti di una provincia profondamente ferita sia nel suo contesto sociale che produttivo.

E questa alternativa non può venire da chi brandisce i forconi contro la grande distribuzione organizzata che inaugura un “nuovo” supermercato in centro.

Il mercato è libero e pretendere di drogarlo per favorire questo o quel commerciante è semplicemente pretestuoso.

Piuttosto, una buona amministrazione ha il dovere di creare le condizioni ideali per costruire un ecosistema commerciale, in un centro storico che negli ultimi anni ha visto uno spopolamento di nuclei familiari con la conseguente desertificazione di negozi e servizi. La ricetta del partito Repubblicano per riportare linfa vitale ai piccoli commercianti è quella di favorire quella che noi chiamiamo: economia di comunità.

Creare valore aggiunto offrendo servizi integrati, favorire esperienze ed occasioni di consumo, proponendo prodotti a filiera corta che permettano di esaltare le eccellenze agroalimentari del territorio, ma anche la maestria dei piccoli artigiani di bottega.

L’economia di comunità crea coesione commerciale ma anche inclusione sociale, offrendo alle cooperative agricole la possibilità di sfuggire dall’abbraccio mortale della grande distribuzione, svincolandosi dalle perverse dinamiche che manipolano la formazione del prezzo nell’agroalimentare.

In un mercato libero, un buon amministratore non può dopare il mercato, ma offrire opportunità di crescita al piccolo commerciante che d’altra parte, deve essere più analitico, targettizzate la clientela a cui rivolgersi e diversificare; insomma, riposizionare il proprio brand senza cadere nella comoda tentazione di precipitare nel low-cost.

Tanti sono i temi caldi e c’è ancora molto da fare, ma una alternativa credibile si costruisce sulla forza della cultura, della concretezza e delle idee.

Non c’è più tempo per la caciara.
La ricreazione è finita!