Il turismo è l’asso nella manica

Sono 2 milioni e 58 mila i turisti che hanno visitato la provincia di Ferrara nel 2016 confermano che Comacchio Lidi ne è la capitale turistica.  Anche a livello di pernottamenti registrati nella provincia di Ferrara, la corona spetta a Comacchio con 287.241 turisti che hanno deciso di dormire negli alberghi, seguono le 425 mila presenze di Ferrara e poi le 39mila di Cento.

Tuttavia non si può dimenticare come Comacchio e i Lidi abbiano subito un importante calo di presenze del 20% rispetto al 2015.

I turisti che hanno scelto di visitare Ferrara e provincia, come si può vedere nel grafico qui sopra, sono stati per la maggior parte italiani ma i tedeschi sono gli amanti indiscussi della provincia, come mostra il grafico in basso. Anche se rispetto allo scorso anno i visitatori provenienti dalla Germania sono diminuiti del 8.5%, assestandosi sulle 396 mila presenze nel 2016. Seguono i turisti dei Paesi Bassi che sono stati 138.564 e al terzo posto gli francesi con 65mila presenze.

Da notare tra i viaggiatori paesi extra comunitari il numero dei cinesi che hanno pernottato a Ferrara e provincia, sono stati più di 25.500 solo nel 2016.

Il core business dei Lidi è rappresentato principalmente dal turismo balneare e questo potrebbe essere limitante per lo sviluppo di una alternativa turistica sul territorio. Il turismo balneare ha infatti per sua caratteristica un andamento altalenante, fortemente concentrato nei weekend e legato alla stagionalità ed alle tendenze del momento.

La crisi economica e il calo delle presenze degli stranieri per i lunghi soggiorni, hanno contribuito ad una crisi delle strutture ricettive Comacchiesi che per il 90% sono costituite da offerte extra alberghiere (villaggi e camping).

Una proposta sostenibile e condivisibile per il territorio di Comacchio e i Lidi, deve dunque mirare a correggere quelli che attualmente sono i suoi punti deboli:

  • I non agevoli collegamenti coi grandi assi di comunicazione

  • La trascuratezza nell’immagine del patrimonio immobiliare cittadino

  • Carenze in termini di arredo urbano

  • Scarso coordinamento in network delle attività commerciali

Molto è stato già fatto in termini di sviluppo di politiche che posizionano Comacchio sul mercato del turismo culturale ma allo stesso tempo questo costituisce un pasticcio in termini di posizionamento di mercato del brand Comacchio e i Lidi.

  • Come si può mescolare il turismo culturale con quello balneare?

  • Cosa si è fatto per “vendere” come patrimonio turistico, un patrimonio ambientale come quello delle valli, che ha pochi connotati di prodotto turistico?

  • Perchè investire tanta fiducia in micro-nicchie di mercato come ad esempio gli appassionati delle filosofie “slow”, che hanno sì grande risalto mediatico ma non hanno consistenza commerciale?

Una proposta sostenibile e condivisibile deve prevedere la creazione di un Marketing Team degli operatori della costa con l’obiettivo di promuovere una variegata offerta turistica su tutti i Lidi della costa, valorizzando le singole realtà e non solo quelle situate nei località più affermate.

  • Rimodulazione e riammodernamento dell’offerta ricettiva

  • Turismo Medicale e del Benessere, non solo inteso come termale ma anche correlato al benessere e food

  • Turismo Ambientale e dello Sport, valorizzando i lidi attraverso sport acquatici da diporto e lagunari, il territorio delle Valli col cicloturismo e mountain bike, ma anche incentivando eventi sportivi di attrattiva Nazionale ed Europea, assieme ad iniziative di interesse pubblico volte ad accentuare il ruolo di inclusione sociale e dei valori di lavoro, sacrificio, lealtà, inclusione e tolleranza che solo lo sport può trasmettere.

 

C’è chi vuole cambiare il mondo e chi vuole far parte del sistema
…i secondi teneteveli voi
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